Bad Teacher

Bad Teacher è un film del 2011 con Cameron Diaz nel ruolo di una cattiva maestra e donna manipolatrice e cinica; per me è una chicca, lo guardo spesso e mi fa sempre sorridere.

Trama:

Bad Teacher narra la storia di Elizabeth durante la durata di un anno scolastico. Lei è una bellissima donna che cerca un uomo in grado di mantenerla, ma il suo carattere non facilissimo e un corpo non più giovane iniziano a precluderle le possibilità di trovare il suo Principe Azzurro; in tutto questo, lei è un’insegnante senza passione. Inutile dire che l’arrivo di un nuovo supplente, discendente di una ricca famiglia, le movimenterà il tempo libero dopo essere stata piantata dal suo ultimo fidanzato!

Commento:

Cameron Diaz porta sullo schermo una stronza totale con un corpo da sballo ma con le manie sul decadimento fisico. Pur consapevole della propria bellezza, che viene riconosciuta sia da donne sia da uomini, pur autodefinendosi una 8.5, il suo personaggio ruota attorno all’insicurezza dovuta al fatto di voler raggiungere la perfezione per appagare gli altri e accasarsi. Indossa sempre tacchi alti, abiti succinti, trucco pesante, ma nel tempo sfoglia riviste di moda e mondane per trovare le tette più grosse e fantasticare di possederle; interessante che alla fine prenda anche un appuntamento dal chirurgo, ma riuscendo a capire che qualcuno la ama per quello che è, capisce che sta bene così com’è.

( E l’ha capito anche Cameron Diaz nella vita reale se è per questo 😂 ).

Il carattere falso e manipolatorio di Elizabeth viene mostrato fin dall’inizio, con un’interessante sequenza di montaggi tra presente e passato, mentre lei con un monologo saluta i suoi colleghi imbonendoseli con una serie di frasi che vengono smentite continuamente dai fatti mostrati attraverso i flashback. Oppure quando si imbonisce il preside, arrivando a rubare una statuetta dalla casa del suo studente per regalarla al preside appassionato di delfini!

L’antagonista del film è Amy , un’allegra e competitiva maestra interpretata da una brava e simpatica Lucy Punch. A differenza di Elizabeth, Amy mette il cuore nel suo insegnamento ed è sempre molto onesta: gioca con i bambini, svolge molte attività extrascolastiche e lega da subito con il supplente ambito dalla rivale; la rivalità non si basa sulla carriera scolastica ( o sul premio in danaro per il miglior professore ) ma proprio sul supplente, interpretato da un particolarmente, e volutamente, stupido e antipatico Justin Timberlake.

Il contrasto tra le due, due veri galli nello stesso pollaio, non è solo professionale o legato al linguaggio usato (Elizabeth è sboccata mentre l’altra usa neologismi astrusi pur di non imprecare), ma proprio fisico: Amy è una bella donna, probabilmente più giovane e soprattutto con due belle tette naturali; e per tutta la pellicola Elizabeth è fissata su quello e all’inizio capisce che sono quelle ad aver favorito la rivale.

Gli interessi amorosi di Elizabeth sono due: il bel e ricco supplente interpretato da Justin Timberlake e il professore di ginnastica interpretato da Jason Segel ( con cui Cameron Diaz reciterà insieme anche in Sex Tape ). Beh, uno è ricco e l’altro no, uno è bello e muscoloso, l’altro è flaccido, uno è stupido e manipolabile, l’altro è sagace e la spunta! Se la scena di sesso col bel supplente è una delle più cringe mai viste finora, divertenti sono le battute sagaci del rivale, fedele e soprattutto capace di rendere sicura di se stessa Elizabeth. Era ovvio che lei avrebbe scelto il secondo!

Insomma, il film è una storia di miglioramento personale per Elizabeth non sul piano professionale (pian piano si avvicina ai suoi studenti fino a salvare la vita sociale allo sfigato della classe, con la bellissima scena del reggiseno) ma anche personale: capisce che deve accettarsi per com’è, ascoltare di più gli altri e soprattutto fare entrare nella propria vita chi sia in grado di farla stare bene. Il finale è emblematico: alla fine, non insegna più ma svolge l’attività di tutor, torna a vestire chiaro come a inizio film ed è felicemente impegnata con il professore di ginnastica.

Il film vanta una narrazione semplice anche se con un montaggio molto veloce e con molte scene potenzialmente sexy senza aver mai telecamera non si sofferma mai sul corpo femminile oggettivandolo: lei è bella, la telecamera lo mostra ma preferisce concentrarsi sulle reazioni altrui; le uniche parti del corpo inquadrate insistentemente sono quelle su cui si fissa, come le tette di Amy quando scopre che il supplente ha preferito lei ad Elizabeth ( e si ritorna sulla fissazione della protagonista ).

Commento finale:

Io consiglio caldamente la visione di questa pellicola, anche solo per farsi due risate spegnendo il cervello. Per un cinefilo ci sono anche molte citazioni a film famosi, meglio di così?

Indovina, chi è stata scelta tra le ispirazioni di Elizabeth dal chirurgo?

In time, parte seconda

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Oggi con religione ho visto finalmente la seconda parte, arrivando a venti soli minuti dalla fine. Bel film^^

Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la valuta della vita, ridotta a soldi; ma questa riduzione è molto rischiosa dal momento che si creano due fazioni di uomini: i ricchi, che vivono eternamente ma dopo decenni di vita con la mente a pezzi, e i poveri, che vivono con le ore elargite come pagamento e a rischio dell’inflazione del tempo.

Un altro tema che mi ha scosso è l’immobilità della società dei ricchi. La protagonista femminile, interpretata da una misteriosa e irrequieta Amanda Seyfried, viene detta dal padre una ragazza inquieta, accetta di fare il bagno con uno sconosciuto che dimostra a non appartenere al suo rango sociale, si ribella al padre opprimente quando scopre che non avrebbe pagato il riscatto per salvarla e inizia a smantellare l’impero paterno. Tutto ciò non sarebbe successo se la sua vita fosse stata piena, ma in realtà lei viveva in una gabbia d’oro.

Per non parlare del ghetto in cui vive il personaggio interpretato da Justin Timberlake! Un luogo opprimente, trasudante cadaveri di orologi umani azzerati, rapinatori di vita e un totale rincaro dei costi ogni giorno che passa.

In conclusione, come già riflettuto qui, un bel film per pensare su quanto tempo in realtà utilizziamo e quanto valore gli concediamo.

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Amanda Seyfried: Sylvia Weis, la protagonista femminile

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Cillian Murphy: Raymond Leon, l’antagonista legale

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Justin Timberlake: Will Salas, il protagonista maschile

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Alex Pettyfer: Fortis, l’antagonista ‘illegale’