Cosa consiglio: 5 film

Buongiorno! Oggi torno con una mia tradizione che ormai procede florida mese dopo mese: la lista dei 5 migliori film guardati nel mese di Settembre! Finalmente il numero dei titoli candidati alla loro condivisione in questa lista erano ben 13, ma ovviamente ne ho scelti 5. Buona lettura.^^

Il Diavolo veste Prada. Dopotutto, dopo questo articolo era ovvio trovarlo qui, no?? Sennò come facevo a scriverlo! Come potrei non amarlo? Tutta quella moda, la strepitosa Meryl Streep e una fiaba che per uno che cerca lavoro dà molta speranza!

Il buongiorno del mattino. Questo bellissimo film parla di una ragazza che si ritrova a essere la produttrice esecutiva (così finalmente so cos’è sul pratico un produttore esecutivo) di una programma televisivo morente e lei dovrà fare di tutto per salvarlo. Che dire? Rachel McAdams è bravissima, veramente espressiva e spontanea, la trama seppur lineare ha interessanti narrazione dentro e dietro vari schermi nella pellicola e i personaggi sono caratterizzati facendo spiccare non solo Rachel McAdams ma anche Diane Keaton e Harrison Ford.

Knives Out. Già discusso ampiamente di questa perla moderna del genere giallo qui, appena acquistato l’ho fatto conoscere ai miei genitori e me lo sono finalmente riguardato! Ciò che mi piace di questa narrazione è che è formata da una serie di piccole matriosche che insieme formano una statua molto più grande di quanto lo spettatore possa immaginare, grazie anche a numerosi colpi di scena e scoperte sconvolgenti! Molto bello, notevole anche il simbolismo della tazza e del coltello a fine film.

Se solo fosse vero. Secondo me il film rappresenta una delle più belle e classiche commedie romantiche nel panorama moderno, e anche una delle più riuscite: da Ghost prende l’idea dell’amante come spirito ma si discosta dal cult perché il fantasma è tale non perché è morto ma perché è in coma! Una trama quindi semplice ma che lascia risplendere la voglia di vivere dei personaggi, facendo in modo che entrambi alla fine tornino a vivere.

American Gigolò. Colonna sonora assurda, l’interpretazione di Richard Gere è affascinante; ma sono il solo che ha notato inquadrature spesso storte? Girate a mano e non con un supporto? Comunque, nascondere la storia d’amore dentro a un thriller è stata una mossa vincente: è originale perché la storia d’amore si sviluppa senza essere apparentemente il tema centrale discostandosi dal genere puro. Inoltre ho apprezzato che l’amore e il sesso sia stato mostrato in tutte le sue forme, combinato al fatto che per una volta è il corpo maschile a essere mostrato, oggettivato, desiderato anche con un nudo integrale; quante volte si vede nelle pellicole, mentre ormai l’opposto è la regola?

Ecco signori, questa è la mia lista! Vi piacciono i miei consigli? Cosa vi ha colpito dei film che avete guardato durante Settembre?

Secondo voi non mettevo questa perla pure in questa lista?

Cena con delitto: Knives out

Cena con delitto (Knives out in originale) è un film giallo che ho visto al cinema molti mesi fa; lo adorai all’epoca e dopo tutto questo tempo ho ancora un ottimo ricordo di ciò: affascinante, ben costruito e con una schiera di interpreti stellari, Cena con delitto brilla durante tutta la sua durata.

Cena con delitto ruota attorno al misterioso omicidio di un uomo ricco e alla sua eredità, donata tutta non alla famiglia ma alla badante e infermiera. Come in un romanzo di Agatha Christie (lo suppongo perché di lei ho letto solo Dieci piccoli indiani) un investigatore privato si insinua nelle mura domestiche per indagare sul delitto e capire cosa sia realmente successo, scavando in una rete di bugie e minacce.

Di Cena con delitto la prima cosa che mi ha colpito è l’aspetto visivo. Ho adorato quella villa enorme, tutte le lame che decorano la stanza in cui avvengono gli interrogatori (forse per rivelare quanto taglienti siano quelle persone in apparenza tanto gentili?), i grandi quadri e la finta parete saggiamente dipinta per mostrare ciò che nasconde. E poi, vogliamo parlare di tutte le strutture in legno, i balconi, le pareti con carte diverse simboleggianti le personalità dei personaggi, e ancora la biblioteca immensa? L’impatto visivo in questo film è veramente importante: come fanno i personaggi, dà un senso di calore e sicurezza mentre la diffidenza e l’ostilità governano la casa oscurandone i toni.

I personaggi di Cena con delitto all’inizio sembrano persone senza spessore, i classici stereotipi della filmografia americana: lo stronzo, la capa, la hippie, la viziata, la svampita ecc ecc. Solo con i primi interrogatori e i successivi risvolti delle vicende, la svampita hippie si rivela capace di mentire spudoratamente, che l’anziana nonna è più capace di intendere di quanto gli altri pensino che essa intenda. Perfino l’innocente infermiera dall’animo tanto gentile e altruista nasconde qualcosa, ne soffre e se ne sente perfino intrappolata! Ma per fortuna riesce a reagire sempre mai tradendo il suo buon animo.

Cena con delitto ruota attorno a diverse tematiche. Quella che viene presentata prima è quella del razzismo e del classismo: la bella infermiera viene subito coinvolta a inizio pellicola in una discussione in quanto straniera e il fatto stesso di non essere americana di nascita e di famiglia le verrà rinfacciato molto spesso anche come arma di ricatto. Poi non si può non pensare alla lotta di classi che guida le indagini: da una parte l’investigatore e l’infermiera, in un certo senso, lavoratori e impiegati, mentre dall’altra una famiglia superba ed egocentrica, ricca e orgogliosa di esserlo. E ciò ci porta a una successiva riflessione: quanti di quella famiglia avrebbero potuto ottenere ciò che hanno da soli? Quasi nessuno, chi perché sovvenziato dal padre, chi perché suo socio. I soli personaggi capaci di fare il loro lavoro e arrivati dove stanno grazie a se stessi sono proprio quelli di classe inferiore! Ciò fa pensare e non poco.

Per concludere il mio commento sconclusionato di Cena con delitto, invito la vostra attenzione a posarsi sulla tazza. Su di essa c’è scritto: “My House My Rules My Coffee“. E non è per niente che alla fine nessuno della famiglia usi quella tazza: all’inizio è il morto a berla per mostrare tutta la sua forza mentre le sue sanguisughe lo omaggiano; alla fine, l’ultima scena mostra la sua degna erede che la beve mentre le sue future sanguisughe la invidiano.

Ciaone burlone, alla prossima.^^

knives out coffee cup