Book tag: Would you rather…?

Buongiorno! Oggi voglio proporre una tag che ho conosciuto grazie a Eleonora, una blogger che seguo e che parla essenzialmente di letteratura; potete trovare la sua tag qui. Questa tag è molto simpatica perché è incentrata sui libri e non partecipando a nessuna catena da un po’ di tempo ho deciso fosse un bel modo per passare la parola!

Le domande sono:

  1. PREFERIRESTI LEGGERE SOLO SAGHE O AUTOCONCLUSIVI?
  2. PREFERIRESTI LEGGERE SOLO AUTORI MASCHILI O FEMMINILI?
  3. PREFERIRESTI COMPRARE SOLO IN LIBRERIA O SU AMAZON?
  4. PREFERIRESTI CHE I LIBRI DIVENTASSERO SOLO FILM O SERIE TV?
  5. PREFERIRESTI LEGGERE SOLO CINQUE PAGINE AL GIORNO O CINQUE LIBRI A SETTIMANA?
  6. PREFERIRESTI ESSERE CRITICO PROFESSIONISTA O AUTORE?
  7. PREFERIRESTI DOVER RILEGGERE SEMPRE I TUOI VENTI LIBRI PREFERITI O LEGGERE TUTTO FUORCHÉ QUELLI?
  8. PREFERIRESTI ESSERE UN BIBLIOTECARIO O UN LIBRARIO?
  9. PREFERIRESTI LEGGERE SOLO IL TUO GENERE PREFERITO O TUTTO FUORCHÉ QUELLO?
  10. PREFERIRESTI LEGGERE SOLO LIBRI FISICI O SOLO EBOOKS?

Quindi bando alle ciance e cominciamo!

  1. Alle medie non ho fatto altro che leggere saghe letterarie: Harry Potter, Percy Jackson, Starcrossed, Hunger Games, Gli eroi dell’Olimpo, Eragon ecc ecc ( sì, avevo molto tempo da buttare se sommato a quello speso per le sitcom di Italia1 ); ora tuttavia devo ammettere che preferisco libri autoconclusivi oppure tronco la saga al capostipite; forse perché ora a pagare i libri che leggo sono io!
  2. Io non bado mai se l’autore è maschio o femmina, ma invece mi baso solo sulla piacevolezza della lettura e sui temi trattati.
  3. Io preferirei cercare nei negozi o sulle bancherelle, ma devo ammettere che certi libri rari come la mia guida al cinema porno o libri in inglese li ho trovati solo ordinandoli su Amazon. Vanno bene entrambi.
  4. Sul mio blog ho ospitato più volte comparazioni tra libro e il suo adattamento cinematografico e molte volte la fedeltà viene a farsi benedire molto facilmente; inoltre, sono due media molto diversi, quindi direi una serie televisiva fatta come si deve: lunga, molti episodi, cast solido ed estrema fedeltà di temi. King è la dimostrazione vivente che un buon libro non sempre si traduce in un buon film.
  5. Solo cinque pagine al giorno, di solito leggo andando alla uni. xD
  6. Preferirei essere un regista, ho delle idee in testa a livello visivo, è molto difficile tradurle in lettere. Ma anche il critico cinematografico o letterario che sia sembra molto intrigante!
  7. Una volta rileggevo sempre i stessi libri, soprattutto Harry Potter e Starcrossed, ma ora tendo a rileggere poco. Meglio la novità.
  8. Librario, una paga migliore e soprattutto direzionare gli acquisti dei compratori se mi chiedono consiglio!
  9. In verità non ho un genere, forse preferisco i thriller ma non ne sono sicuro; ecco, so che non sopporto i fantasy su carta e gli horror raramente mi spaventano. Forse basta variare e scoprire cosa c’è che possa ispirarmi.
  10. Gli ebooks non mi piacciono, ho bisogno di sentire la carta sotto le dita, sfogliare una pagina e mettere il segnalibro al nuovo capitolo al quale sono arrivato. Meglio i libri cartacei.

Queste sono le mie risposte, spero vi siano piaciute e che vi abbiano intrigato a proporne di vostre! Ciaone a tutti, chiunque voglia continuare la catena ha la mia benedizione!

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Il mio vecchio logo **

The Seventh Son

 

The Seventh Son è un libro fantasy scritto da Joseph Delaney, contenente i primi due libri della saga The Wardstone Chronicles e il prologo del terzo. Letto in madrelingua, i suoi racconti sono semplici ma molto belli e coinvolgenti perché presentano gli orrori di un mondo governato da sanguinarie creature della notte e da letali inquisitori; il tutto filtrato dagli occhi un tredicenne che ha da poco lasciato la famiglia per scoprire il proprio destino nel mondo.

Commento generale al libro:
Leggere un intero libro, due romanzi, in inglese è stata un’esperienza sicuramente interessante ma anche se la narrazione risultava scorrevole e capivo il senso generale è stato anche tremendamente stancante; positivamente posso dire che comunque ho appreso nuove parole come lad e nuovi modi di parlare come quelli caratteristici di Alice o del Bane!

The Spook’s Apprentice è il primo libro e narra di Tom Ward, settimo figlio di un settimo figlio e quindi predisposto al paranormale, del suo viaggio come uomo e apprendista di un cacciatore di Streghe. Il romanzo segue la classica linea del racconto di formazione: all’inizio è un ragazzino semplice e pauroso, alla fine del libro abbraccerà finalmente il suo futuro dopo essersi messo alla prova con la malvagia strega Mother Malking, anche grazie all’aiuto della sua nuova e ambigua amica Alice. Libro che scorre molto bene, Tom non è un diamante fin dall’inizio ma invece è un carbone che viene temprato grazie alla formazione scolastica che gli impartisce il suo maestro e capo e alla crescita interiore che subisce durante gli eventi.

The Spook’s Curse è il secondo romanzo della saga e si concentra sempre sull’apprendistato di Tom. Qui i personaggi principali vengono approfonditi e viene affrontato il tema dell’ambiguità morale: dal male può nascere il bene come Alice lo dimostra e dal bene può nascere il male, testimoniato dal Bane e da ciò che esso spinge l’Inquisizione (barlume della Chiesa) a fare. Se nel primo libro l’antagonista principale era una strega, qui il male è rappresentato da un’entità che in italiano è traducibile con “rovina” e che è capace di corrompere le persone con cui viene a contatto. Il libro ci mette molto a ingranare ma da quando Tom arriva a Priestone la storia è molto più bella; mi è piaciuto il Bane e come agisce, mette veramente un senso di pesantezza e le scene nelle catacombe rendono molto il senso di claustrofobia.

In generale, i due romanzi sono belli, mi hanno ricordato un po’ la struttura di Percy Jackson ma dalla loro hanno un mondo gotico veramente inquietante e per un ragazzo delle medie potrebbero essere un bel passo verso la letteratura dell’orrore. Consigliati!

~ Tratto da: Fonte

 

Notte Morta

Notte Morta
È la sera del 31 Ottobre. Cammino solo guardando nell’oscurità i bambini che, veloci come le enormi libellule della terra, volano tra le strade. Le loro risate risuonano allegre nella notte, odo i loro passi risuonare nel cemento accompagnati dal cigolio degli zuccotti di plastica arancione straboccanti di dolci delizie. Sorridono, ignari dei dolori che governano il mondo, protetti dai loro genitori che tengono al guinzaglio i cani festosi.
Cani, che parola magnifica. Anche io una volta ne avevo uno, un cucciolo dal manto morbido e con baffi enormi del colore della crema. Per lui ero il suo dio, non faceva altro che adorarmi. I suoi occhioni neri come la pece mi scrutavano imploranti quando apparecchiavo la mia tavola ricca di carne, in attesa di un regalo; in quei momenti era particolarmente affettuoso. Uggiolava, perfino. E ora non c’è più, il candelabro spettrale se lo è portato via; l’ultimo ricordo che ho di lui è un’oscura luce. Il mio Dylan non c’è più, anche se ultimamente ho visto spesso un altro essere simile sebbene alquanto diverso.
Lo chiamano Absol, colui che è portatore di catastrofi, dicono. Mi ha fatto visita due volte: la prima al funerale di mia madre, pace all’anima sua, e l’altra a casa mia, leccandomi sinistro la mano pendente fuori dal lenzuolo mentre dormivo. Entrambe le volte sono riuscito a scorgere solo un bagliore chiaro nell’oscurità. Entrambe le volte mi è sembrato che i suoi stanchi e solitari occhi vuoti scrutassero la mia anima, cercando di comunicare un messaggio che evidentemente non ho compreso.
Le risate risuonano nelle strade lugubri gioviali, in contrasto con il mio animo. Dylan mi ha lasciato e non tornerà più e non riesco ad accettarlo. Mi sembra ieri che mi toccava con il suo tartufo la gamba e si aspettava le carezze, fiducioso, mi ricordo le serate passate da solo ad ascoltare la musica mentre studiavo, con il mio Dylannone a fissarmi devoto. Cucciolo. Il candelabro me lo ha strappato lasciando a me solo le sue carni, vuote. Lo ha rapito aiutato dalla solitudine, in giardino, dove sciagurato lo ho lasciato stanco. Non so come è morto, forse era troppo buono e il cuore non ha retto, forse il freddo con tutto il pelo che ha perso durante le cure. Il mio animo è corrotto da questo dubbio, non trovo riposo. Ma ora tra poco potrò chiederlo al lui, il mio cucciolone: la luna non è più chiara e bianca, ma emana una luce viola e debole come quella di una candela.Aspettami, mio Dylan, tra poco potrò di nuovo accarezzarti.