Il Minotauro

Il Minotauro era un essere mostruoso nato da Pasifae, una delle figlie del Sole e moglie di Minosse, e da un toro; il mostro era anche chiamato Asterione. La sua nascita è dovuta all’arroganza di Minosse perché, tenendo per sé il bellissimo esemplare di toro che invece avrebbe dovuto sacrificare agli dei, le divinità si arrabbiarono con lui e stregarono Pasifae affinché si congiungesse all’animale. Il Minotauro è legato al mito di Perseo e del filo di Arianna perché passò l’intera sua vita nel labirinto costruito da Dedalo e suo figlio Icaro (infatti, indirettamente alla vicenda è legata anche la leggenda delle ali di cera), un orrido mostro relegato nel profondo della nostra coscienza ma che periodicamente pretende un tributo!

Dopo l’uccisione di Androgeo, uno dei figli di Minosse, e la successiva invasione dell’Attica da parte dei cretesi, periodicamente gli ateniesi erano costretti a pagare un tributo di giovani per essere dati in pasto al Minotauro; il numero e la periodicità dei sacrifici varia a seconda degli autori. Il tributo andò avanti per numerosi anni, almeno fino a quando Teseo, figlio del re di Atene Egeo (lato di questa leggenda che le dà un valore eziologico), non decise di infiltrarsi tra i tributi e dare una fine alla strage. Quindi, con l’aiuto della traditrice cretese Arianna, una delle figlie di Minosse, uccise il Minotauro e con un filo srotolato durante la sua esplorazione del labirinto riuscì a scappare.

Così finisce la storia del Minotauro, ma probabilmente è conosciuta anche la sua origine: secondo quanto riferisce Diodoro Siculo, si riteneva che la tomba del re egizio Mendes potesse essere una fonte di ispirazione, essendo molto difficile da esplorare senza una guida ed essendo conosciuta come appunto il Labirinto.

Questa leggenda credo sia una delle più conosciute universalmente, chiunque prima o poi è arrivato a sentirla, a provare a farla sua con un disegno, una spiegazione o semplicemente riproponendola. Lo hanno fatto autori antichi e rinomati come Pausania, Apollodoro, Diodoro Siculo, Aristotele e Plutarco; lo hanno fatto autori moderni e famosi come Rick Riordan, per il suo Percy Jackson e dipingendo la creatura come uno degli antagonisti principali della saga, e Tarsem Singh con una nuova figura in Immortals; lo hanno fatto autori più caciaroni come Jonathan English per il suo trashissimo ma divertente Minotaur. Sicuramente il Minotauro è uno dei pilastri su cui si basa la nostra cultura fantastica!

Il Minotauro, inoltre, ha avuto tanto successo nel passare dei secoli perché con il passare del tempo come ad altre figure mitologiche gli è stato attribuito un valore simbolico: egli incarna lo stato psicotico umano. Infatti, Pasifae, la madre del mostro, rappresenta l’amore colpevole il cui frutto viene nascosto in un labirinto a chiunque impenetrabile; i sacrifici tributati a questo stato psicotico sono le menzogne atte a calmarlo e il filo di Arianna è l’atto spirituale che è necessario per vincere il mostro perché permette a Teseo di riuscire a tornare alla luce dopo le oscurità del labirinto.

Insomma, il mito de Minotauro nel suo insieme esprime simbolicamente la lotta spiritica contro la rimozione e al solito la predominanza dell’ego corretto e stabile. E voi? Cosa ne pensate di questo mito?

Bibliografia:

-Biondetti, L., Dizionario di mitologia classica: Dei, eroi, feste, Milano, Baldini&Castoldi s.r.l., 1999
-Chevalier, J e Gheerbrant, Dizionario dei simboli: Miti, sogni costumi, gesti, forme, figure, colori, numeri, Trebaseleghe, BUR_Rizzoli, 2015

~ Tratto da: https://ilblogditony.blogfree.net/?t=6073164

Se vuoi, leggi anche la mia recensione di Minotaur, che prende ispirazione proprio dal mito di Teseo e del Minotauro!

Le Erinni

Le Erinni sono demoni infernali, molto famose nella cultura generale grazie ad autori autorevoli come Esiodo ed Eschilo, che le hanno poste al centro delle opere e hanno dato loro una storia e un’immagine propria e caratteristica.

Ma chi sono le Erinni?

Le Erinni, come da tradizione, hanno genitori diversi a seconda della versione, ma in entrambe quelle più importanti discendono da divinità potenti e antiche: secondo Esiodo sono figlie di Gea e Urano, per Eschilo invece nacquero dalla Notte; i loro fratelli erano Terrore, Rabbia, Pallore e Morte. Di numero imprecisato all’inizio, con il passare del tempo gli autori hanno concordato che le Erinni sono tre, tutte rappresentate alate e con i serpenti in testa (un po’ come le Gorgoni). I loro nomi sono Tisifoni, Aletto e Megera.

Per cosa conosciamo le Erinni?

Le Erinni sono conosciute per essere creature della vendetta (Erinni ed Eris condividono la stessa radice semantica) nei delitti di sangue.

Eschilo racconta che le Erinni perseguitarono Oreste dopo che questo aveva ucciso la propria madre e lo liberarono del loro tormento solo dopo che questi fu assolto da Atena dalle sue colpe; solo quando Atena lo volle innocente le tre creature si placarono, divenendo Eumenidi. Tuttavia, Oreste non è l’unico a essere stato perseguitato dalle Erinni: infatti, sia Alcmeone sia Meleagro ne furono perseguitati, entrambi per avere ucciso membri della propria famiglia.

Che differenza esiste tra Erinni ed Eumenidi?

In verità, i due nomi non hanno una vera e propria differenza; vengono usati indistintamente a seconda dei casi: Erinni può essere anche al singolare, Eumenidi può indicare ironia da parte dell’autore se usato mentre stanno perseguitando, in entrambi i casi mostrano il loro spirito di vendetta (Erinni) che può essere placato tramite il tribunale della mente e diventare benigno (Eumenidi, eu in greco significa positivo). Inoltre, questi nomi nella cultura romana vengono messi in disuso a favore di Furia e Dire, entrambi come gli altri nomi parlanti della loro natura.

Qual è il simbolismo a capo delle Erinni?

Anticamente le Erinni venivano identificate con la coscienza: infatti, essa all’inizio punisce e con il senso di colpa ti logora lentamente come se fossi inseguito da esseri orribili; ma non appena capisci l’errore e cerchi rimedio questo sentimento ti libera e quasi diventa positivo perché alla fine hai fatto la cosa giusta! Paul Mazon (un famoso ellenista francese) le interpreta come incaricate di vegliare sul mantenimento dell’ordine cosmico e e «in particolare, di punire tutti coloro che oltrepassano il loro diritto a spese degli altri, fra gli dei come fra gli uomini».

Il mio commento generale:

Io conosco le Erinni da molto tempo proprio per la tanto citata popolarità tra gli autori moderni: sono molto importanti sia nella saga di Percy Jackson sia in quella di Starcrossed. Inoltre, al liceo ho rischiato di dovere studiare l’Orestea al posto dell’Ippolito incoronato e quindi mi sarei dovuto conoscere bene tutta la loro storia in un modo per cui dico sinceramente: no grazie.  Tuttavia, ovviamente di mio le conoscevo anche meglio degli altri miei compagni di classe grazie al mio fidato Dizionario di mitologia classica!

Per me le Erinni sono esseri inquietanti, perfetti per un racconto horror come quello che scarsamente avevo scritto con pochi risultati qualche anno fa; forse in inglese rende di più. Comunque, la loro iconografia è abbastanza distintiva anche se leggermente simile a quella delle Gorgoni: entrambe hanno le ali e i serpenti al posto dei capelli, anche se poi le Erinni ti logorano con i loro lamenti mentre le Gorgoni dalla pelle dorata e le zanne ti divorano e ti pietrificano fino alla morte; interessante è che sia le Erinni sia Medusa simboleggino il senso di colpa! Lo avevate notato?

Bibliografia:
-Biondetti, L., Dizionario di mitologia classica: Dei, eroi, feste, Milano, Baldini&Castoldi s.r.l., 1999
-Chevalier, J e Gheerbrant, Dizionario dei simboli: Miti, sogni costumi, gesti, forme, figure, colori, numeri, Trebaseleghe, BUR_Rizzoli, 2015

 

Ecco, questo è il mio commento sulle Erinni, spero vi sia piaciuto. Se le conoscevate, fatemi sapere cosa ne pensate e come le avevate conosciute!

buon halloween

~ Tratto da: https://ilblogditony.blogfree.net/?t=5997907

La Sirena

La Sirena è un personaggio della mitologia classica che ha sempre avuto molto spazio nell’immaginario collettivo grazie ad opere celebri come l’Odissea di Omero e autori come Sofocle e Pausania. Inoltre, con il passare dei secoli esse hanno pure subito un cambiamento d’immagine divenendo da donne alate a donne pesce, ma in ogni la loro funzione è sempre rimasta invariata: rappresentare le paure dei marinai che salpano per una meta sconosciuta in un ambiente che non è il loro e che nel pensiero comune è la casa dei mostri più oscuri e ancora sconosciuti.

Ma chi sono le Sirene?
Le Sirene nella letteratura greca e romana sono esseri mostruosi, metà donne e metà pesci. La loro storia è molto lunga perché parte da Omero e passa per i più grandi tragediografi ed oratori: Esiodo, Apollonio Rodio, Apollodoro, Ovidio, Pausania, Euripide, Sofocle e altri autori più moderi.
Varie genealogie vengono attribuite alle Sirene: Apollonio Rodio le vuole figlie di Acheloo e della musa Tersicore; Appolodoro invece le descrive figlie sempre di Acheloo ma poi anche di (non c’è un’unica versione) Melpomene o Sterope; per Igino i loro genitori sono Acheloo e Sterope. Anche se il caso più ricorrente sia Acheloo e una musa, Sofocle le vuole figlie Forco e quindi sorelle di altre disgrazie degli uomini come le Gorgoni.

Come sono diventate così?
Secondo alcuni miti, le Sirene erano parte del corteo di Persefone prima che fosse rapita da Ade e quindi dopo il rapimento Demetra le avrebbe tramutate in esseri mostruosi per non averlo ostacolato o avrebbero chiesto loro stesso le ali per cercare la loro signora.

Com’erano le Sirene?
Né il numero né il loro aspetto è una certezza e attraverso i diversi autori moltissime versioni sono state utilizzate. Nell’Odissea non è descritto il loro corpo ma solo la voce, solo lo strumento di smarrimento più temuto dalle loro prede, e sono tre: Pisinoe, Aglaope e Telsiepia. Licofrone afferma siano tre ma ne nomina solo due, Leucosia e Ligeia.

Dove vivevano?
Le Sirene abitavano su un’isola che nell’Odissea è chiamata “prato fiorito delle divine Sirene” e quindi Esiodo più tardi avrebbe dato l’epiteto “fiorito” alla loro isola. Gli antichi hanno ipotizzato secondo le descrizioni del luogo realmente dove esse avrebbero potuto avere vissuto e ciò è supportato anche dagli studi più moderni: la loro casa era tra Sorrento e Capri.

Cosa rappresentano le Sirene?
L’etimologia della parola Sirena è oscura, ma comunque si pensano a due possibili origini: si potrebbe trovare un’attinenza con seirà (la corda, e quindi la loro capacità di legare a sé le vittime attraverso il canto) ma anche con la stella Sirio e che connoterebbe questi demoni come del Mezzogiorno.
Le Sirene sono diventate l’immagine dei pericoli della navigazione marittima e poi l’immagine stessa della morte. Sotto l’influenza della cultura egizia la Sirena è diventata il simbolo dell’anima di colui che ha fallito la sua missione in mare e che si è perso nei suoi meandri. Da geni perversi e divinità infernali, nella cultura è prevalsa la loro seduzione mortale, che viene citata in opere antiche come l’Odissea e quelle moderne come la saga di intrattenimento Percy Jackson. Se si paragona la vita a un viaggio esse sono i tranelli posti dalla passione e dal desiderio e perché esse sono la manifestazioni di elementi fluidi come l’acqua del mare e il vento della tempesta rappresentano le creazioni dell’inconscio, dei sogni terribilmente affascinanti dove si mostrano le pulsioni oscure e primitive dell’uomo. Quindi, come Ulisse bisogna attaccarsi alla dura realtà dell’albero maestro della nave perché esso è l’asse centrale su cui si basa la nostra vita per sfuggire alle illusioni dettate dalle nostre passioni.

Cosa ne pensi di queste creature? Sono interessanti vero?^^

Bibliografia:
-Biondetti, L., Dizionario di mitologia classica: Dei, eroi, feste, Milano, Baldini&Castoldi s.r.l., 1999
-Chevalier, J e Gheerbrant, Dizionario dei simboli: Miti, sogni costumi, gesti, forme, figure, colori, numeri, Trebaseleghe, BUR_Rizzoli, 2015

foto cell 3240.jpg

Come avrei reso la saga al cinema

La saga di Percy Jackson è stata ideata e scritta da Rick Riordan e mi ha accompagnato negli anni delle medie e delle superiori grazie alla scrittura semplice e toni molto scherzosi; sicuramente, la tecnica della maturazione della scrittura man mano che gli anni passano e quindi anche delle dinamiche tra i personaggi che cambiano man mano che gli anni passano, crescendo con il pubblico di lettori, è veramente coinvolgente.

Composta da ben due saghe letterarie che raccontano la crescita di Percy Jackson e il suo coinvolgimento nel mondo mitologico, questo piccolo gioiellino che ci introduce alla mitologia greca e romana è stato reso in una saga cinematografica che ha floppato pesantemente.

Secondo me la saga cinematografica ha sbagliato alcune cosette anche solo basilari senza scendere nei tecnicismi che io da bravo ignorante beh ignoro. Il primo errore è stato sicuramente quello di avere trasposto l’età dei personaggi dai quasi infantili undici anni ai procaci diciotto e di non essere stata fedele a quello che succedeva nei libri; il problema è che non è un dimenticato Libro della Giungla che la Disney può sbudellare venendo pure lodata ma è un bestseller moderno con milioni di lettori in tutto il mondo che lo leggono e se lo ricordano ancora: è stato criticato ancora prima di nascere perché il suo fanbase memore dei significati delle saghe letterarie esiste eccome.

Ecco alcuni punti che nel mio egocentrico punto di vista da lettore appassionato avrei usato per rendere la saga di successo, rimanendo nell’interessante scelta di rendere i protagonisti diciottenni.

  • La saga letteraria è piena di scherzi, titoli dei capitoli improbabili, divinità da comportamenti tanto azzardati da risultare imbarazzanti e la scoperta del proprio io e in generale anche della sessualità nel passare degli anni. Ecco con i protagonisti già maturi dal punto di vista caratteriale e sessuale avrei reso i toni molto più dark, il Campo Mezzosangue un insieme di case spettrali nella notte con le decorazioni che risplendono nel buio, la casa dei mangiatori di loto poteva essere la gola e la lussuria tra droghe e festini e sesso e la presenza dei mostri (perché ce ne sono a bizzeffe nei libri) resi quasi horror. Così si creavano situazioni molto più interessanti!
  • Una delle cose più importanti da fare rendendo una saga da letteraria a cinematografica è sicuramente essere fedeli. Non dico riportare tutto al cento per cento ma comunque riportare i temi fondamentali, mostrare gli episodi chiave e non solo quelli più fighi; basta pensare alla resa di It e quanto si discosti dall’originale e anche al Dracula di Bram Stoker ora che sto leggendo il libro da cui è tratto! Insomma, nel secondo potevano far costruire delle macchine o al massimo che ne so far fare la corsa delle bighe sotto a un temporale rendendo il tutto più figo e sexy ma invece hanno preferito aggiungere una scena inutile rubata agli ultimi episodi di questa bella avventura letteraria. Sempre essere fedeli!
  • Ecco, se una saga si basa su alcuni valori e li riporti edulcorati per un pubblico di bambini e tu la vuoi trasporre cambiandoli va bene ma comunque come nel punto sopra devono rimanere. Ecco: la mitologia dei libri è resa malissimo nel film, nel film è tutto più figo con gli impiegati che si fondono per creare l’Idra o Crono reso come un cumulo di cenere (sul serio???). Ecco, i libri sono un ottimo assaggio della mitologia greca, non bisogna ucciderla per trasporre un libro a film…

Ecco, questi sono i miei punti principali. Ovviamente, ho letto Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo e Eroi dell’Olimpo ed eletto tra i pochi apprezzato pure i film. La scelta degli attori è buona seconda me: Logan Lerman incarna bene il ragazzo anche perché è una perfetta faccia da schiaffi e la Daddario divenuta bionda nel secondo con il suo sguardo tormentato interpreta bene quella ragazza estremamente intelligente e scaltra che è Annabeth; mi spiace che non siano andati avanti con la saga correggendo il tiro perché così non vedremo mai personaggi estremamente interessanti come Talia o Nico e nemmeno grandi battaglie.

Ciaone, spero non sia stato troppo tutto e invece sia stata una riflessione apprezzabile.^^

1200px-Percy_Jackson_-_film.jpg