Un fiore è sbocciato

Un fiore. Una gemma è sbocciata. Un bocciolo è fiorito meraviglioso. Finalmente una meraviglia floreale è apparsa. Alla fine un fiore meraviglioso è riuscito a nascere. Alla fine la primavera ha vinto e la gemma che ti stupisce da quanto è bella si è aperta. Finalmente, l’inverno è stato sconfitto dalla primavera la quale è stata in grado di vedere uno dei suoi sudditi arricchirsi di una corona d’oro e del mantello bianco. La stagione dei fiori, vincitrice dell’inverno, vede la bella figlia diventare regina. E…

…e niente, è tutto finito.

Una capra ha mangiato la margherita e se n’è andata.

A brown goat eating a daisy.

Il castello di Otranto

Scritto da Horace Walpole nel 1764, Il Castello di Otranto è il primo romanzo gotico, famoso per essere riuscito a fondere in sé il genere letterario epico-cavalleresco, ormai uscito di moda già nell’epoca elisabettiana, con il genere architettonico gotico.
La fortuna di questo fantastico romanza si basa sulla sua capacità di creare un’atmosfera magica usando solo un castello medievale e un’epoca di credenze e superstizioni, capaci di trascinare il lettore in un vortice di apparizioni e nefandezze: la lettura è fluida e coinvolgente e può piacere a chiunque.

Trama:
Siamo al Castello di Otranto. La bella Isabella sta per sposare Corrado, il malaticcio figlio dei signori di Otranto Manfredi e Ippolita, quando i servi corrono a interrompere l’attesa delle nozze con una terribile notizia: un elmo gigantesco ha schiacciato l’erede di Otranto e il quasi marito di Isabella. Da qui le manifestazioni paranormali saranno sempre maggiori fino ad arrivare all’omicidio perpetrato in famiglia.

A me questo libro è piaciuto molto e lo ho letto tutto d’un fiato: è corto e non annoia mai. In esso ho trovato quel gusto per un Medioevo notturno e sepolcrale, popolato di terrificanti fantasmi e di eventi prodigiosi, di vendette e di antiche profezie. Inoltre, non c’è mai vera violenza, ma sempre un’atmosfera mistica e cavalleresca.


Lo consiglio a tutti.^^