Scream: metacinema, sangue e femminismo!

Buongiorno! Oggi torniamo a parlare di cinema horror con una delle saghe più iconiche degli ultimi anni: Scream, che è stata in grado di revitalizzare il genere slasher e l’horror in generale grazie ad attente sceneggiature e giocando sugli stereotipi del genere.

Finora, la saga di Scream è composta da ben 5 episodi: il primo risale al 1996 mentre l’ultimo (ma probabilmente solo per ora) è del 2022; appena uscito. I protagonisti assoluti sono due: Sidney Prescott e Ghostface, il serial killer mascherato che, in ogni film con un’incarnazione diversa, perseguita Sidney e i suoi amici compiendo stragi prima di venire ucciso.

L’articolo conterrà pesanti spoiler sia sui film precedenti sia su quello appena uscito.

Se dovessi descrivere Scream in tre parole userei metacinema, sangue e femminismo! Questa saga è perfetta per i cinefili e i cultori del cinema horror in generale, grazie alle sue citazioni dotte, ma non si scorda nemmeno degli spettatori che vogliono solamente svuotare la mente e vedere uno psicopatico sbucare da dietro le porte o da dentro l’armadio per sbudellare poveri adolescenti ignari! E per concludere, secondo me questa è anche un saga femminista: qui non solo le protagoniste sono donne, ma queste donne ragionano e si difendono da sole, scappano da sole e da sole fanno il culo al killer (ovviamente se non rappresentano l’offerta al dio Slasher essendo carne da macello)!

SIDNEY:

Sidney Prescott è il personaggio più rappresentativo dell’intera saga e infatti incarna i tre concetti appena elencati.

Sidney è una sopravvissuta. E’ sopravvissuta a un fidanzato psicopatico, a un fratellastro furibondo e a una cugina gelosa; ora perfino a dei fan morbosi; è una sopravvissuta perché lei sa scappare, sa quando sparire e negli anni impara ad affrontare le proprie paure e a insegnare ad altre vittime come sopravvivere. Secondo me è Sidney la vera trama della saga; non Gale o Linus e nemmeno Ghostface; è il personaggio interpretato dalla Campbell che regge su di sé tutti i film e quando esso manca dallo schermo l’interesse per le vicende ne soffre terribilmente!

GHOSTFACE:

Ghostface, invece, è il jolly: un assassino che unisce il cinema alla psicopatia, mette nello spettatore uno stato d’animo tra l’inquietudine e l’impazienza di scoprire come attaccherà le vittime. Sempre usando la sorpresa e la crudeltà. Credo che i migliori Ghostface della saga siano quelli del primo e del quinto film, mentre l’assassina (in generale) più interessante sia Jill Roberts.

Ghostface è uno dei killer più caratteristici non solo per la maschera ispirata all’Urlo di Munch ma anche perché ad esso è associata tutta la questione della metacinematografia: celebri sono le sue telefonate alle vittime in cui pone loro domande riguardanti il mondo del cinema horror, per poi sbucare dietro la vittima, sbudellarla e appendere trionfante il cadavere dove può essere notato! E con il fatto che in ogni film la persona dietro alla maschera sia diversa, rende il tutto anche un thriller, con le speculazioni su chi ogni volta possa essere l’assassino; ciò non mi ha mai interessato personalmente, io voglio vedere uno slasher non La signora in giallo.

MA FA PAURA?

Molti mi chiedono se la saga di Scream faccia paura, paragonandola ai film recenti come The Conjuring o ai mostri sacri come Halloween. Secondo me, dipende dalla sensibilità individuale.

Scream non si basa sui jumpscares ma non si basa nemmeno su crudità del calibro di Saw: vediamo l’orrore dell’inseguimento, la tensione della telefonata, siamo portati a tenere d’occhio ogni angolo e ogni porta vicino al personaggio al telefono, ma alla fine vediamo a malapena le coltellate iniziali. E’ un orrore più psicologico che visivo, come quando nella primissima scena di Scream i genitori di Casey ascoltano impotenti al telefono i gemiti di morte prossima della loro unica figlia. Forse è Scream (’22) il più violento, anche se come tensione nessuno Scream si è mai tirato indietro.

Ecco, di solito la scena più violenta o bella (a livello psicologico o visivo) è quasi sempre la prima; e il successivo picco è nell’atto finale, mentre la narrazione centrale serve solo a mostrare il sangue, dare la morte ai personaggi e l’adrenalina agli spettatori!

METACINEMATOGRAFIA & STAB

Metacinematografia è uno dei concetti fondamentali per apprezzare la saga (l’ho messo pure nel titolo dell’articolo!) e quindi non si può non sapere che, all’interno del mondo narrato in questa prolifica saga, esiste una saga di film horror chiamata Stab!

Il primo film di Stab esce all’interno di Scream2 ed è basata sugli eventi di Scream1; in Scream3 gli omicidi sono legati all’ordine di morte dei personaggi di Stab3 e la trama di Stab8 è alla base della nuova strage di Scream5. Impossibile quindi scindere Scream dalla sua metacinematografia interna!

Inoltre ovviamente sono innumerevoli le citazioni di titoli celebri degli horror e non, con una particolare propensione agli slasher (Halloween, Venerdì 13, Nightmare) e a Psycho e L’esorcista. Stupendi pure i camei, anche se il mio preferito rimane il cameo di Wes Craven nel suo stesso film interpretando uno dei propri personaggi più celebri: un bidello con le sembianze di Freddy Krueger – per chi mi segue sa benissimo quanto io ami quella saga!

CONCLUSIONI:

Per concludere questa mia leggera trattazione, ho deciso di condividere la mia personalissima lista di gradimento dei 5 capitoli della saga di Scream: qui c’è solo la mia opinione.

  • Primo posto: Scream (’96). Il capostipite, il cult, senza di esso non esisterebbe niente. La prima scena con Drew Barrymore è famosissima, si empatizza con lei solo per poi vederla sbudellata e impiccata! E poi tutti i personaggi sono genuini, nel cast sono presenti molti attori che amo e la trama procede veloce fino a un atto finale che ho lodato!
  • Secondo posto: Scream 2. L’uccisione della ragazza nella sala del cinema è uno dei momenti più ironici dell’intera saga! Una ragazza viene uccisa davanti a un’intera platea di spettatori e nella follia del debutto di Stab nessuno se ne accorge! Anche l’inseguimento di Gale nel college è stupendo, tiene veramente con il fiato sul collo. Nell’insieme un film ricco di tensione e di inseguimenti pensati benissimo!
  • Terzo posto: Scream 4. Questo lo vidi al liceo e ho ricordi vaghi, ma quello che mi ricordo è bello: la prima scena è una matrioska di film, poi c’è il personaggio di Jill interpretato da una bravissima Emma Roberts che regala una delle rivelazioni del killer migliori dell’intera saga. E poi, cosa più importante, i personaggi storici si mischiano perfettamente con la nuova generazione, riuscendo quindi a integrare nuovi personaggi senza dimenticare le basi su cui si poggia la saga.

  • Quarto posto: Scream (’22). Se il capitolo precedente era riuscito ad amalgamare personaggi storici e nuovi con efficacia, questo fallisce clamorosamente: troppo poca Sidney, troppi personaggi poco approfonditi e troppo tempo alla nuova survivor-wannabe. Gli omicidi in sé sono belli, la prima scena è un grandissimo remake della prima scena dello Scream capostipite, ma il minutaggio del cuore pulsante della saga è veramente troppo esiguo. Qui spesso mi è venuto in mente ripensando alla trama al termine fanfiction, ma alla fine vedendo le tematiche del film potrebbe anche essere voluto.

  • Quinto posto: Scream 3. La tensione abbandona la scena e si vira prepotentemente verso la commedia horror, senza nemmeno i grandi inseguimenti che avevano caratterizzato i capitoli precedenti. Adoro l’ambientazione del film in uno studio cinematografico, dettaglio che porta la questione metacinema alle stelle, ma niente dei personaggi nuovi rimane impresso e la relazione tra Gale e Linus al posto di essere un piacevole contorno diventa centrale, con un oscuramento importante delle vicende della vera protagonista Sidney.

La saga l’ho un po’ riscoperta il weekend prima della visione al cinema di Scream5 e devo dire che la amo molto, mi è piaciuta. Potrei comprare il cofanetto dei cinque film quando l’ultimo uscirà, perché veramente sono rimasto colpito.

E voi? La apprezzate?

HALLOWEEN KILLS spoilers

Buongiorno! Ieri sera sono andato a vedere il sequel di Halloween 2018, diretto da David Gordon Green, e sono qui per parlarvene; credo che farò qualche spoiler, per cui se non lo avete visto state attenti e continuate a vostro giudizio.

Halloween Kills si dispone rispetto al precedente film del franchise come un seguito diretto agli eventi appena conclusi, con i pompieri che accorrono a spegnere l’incendio in casa Strode per poi venire massacrati dall’Ombra della Strega mentre le tre donne Strode vanno a farsi ricoverare in ospedale inconsapevoli che il serial killer sia stato salvato dalle fiamme.

A me il film è piaciuto, rispetta le tematiche del primo, l’Halloween di Carpenter, lo omaggia con una serie di citazioni, riferimenti e comebacks; tuttavia, per come sceglie di narrare la figura di Michael Myers si pone in netto contrasto col film del ’18 perché se quello mostrava un pazzo che è ossessionato dalla sorella da uccidere, qui egli diventa effettivamente l’Uomo Nero.

Halloween Kills si lascia guardare, non ha jumpscares ma lascia soggezione; purtroppo, a differenza dei due predecessori non credo invogli la ri-visione perché è un film troppo carico di tensione, tensione che non regge una seconda visione.

Le tematiche principali sono ovviamente la follia umana ma non solo come quella dei pazzi ma intesa anche isteria di massa, la stessa che nel Rinascimento ha portato alla caccia alle streghe. Quindi altri temi importanti sono l’impotenza dell’uomo contro gli eventi del mondo, il peso delle emozioni come la paura nelle scelte che facciamo e l’importanza della famiglia non solo nel senso di consanguinei ma anche di persone legate da un certo vincolo o peso emotivo.

Altro tema ricorrente è il riflesso, inteso sia come analisi personale sia come curiosità verso lo sconosciuto: in molte stanze sono presenti superfici rinfrangenti e specchi, tanto che il regista gioca con questi per creare morti più o meno a sorpresa, dettaglio che ho apprezzato molto. Inoltre, il mistero dietro alla camera della sorella maggiore di Michael è veramente interessante, anche se mi ha fatto supporre in anticipo l’ultima scena.

Comunque, ora vorrei entrare nello specifico nelle cose che mi sono piaciute.

Ho adorato i titoli di testa, caratterizzati da scritte arancioni statiche molto anni ’70, mentre a lato c’erano inquietanti zucche che prendevano fuoco. Lo stesso stile è usato per i titoli di coda, senza le zucche.

Le musiche, curate anche stavolta da Carpenter, sono stupende (sempre lo stesso tema, eh) e il coro angelico con quelle due sole note è una delle cose più angoscianti e d’atmosfera possibili, veramente ben fatte!

Il cast è in parte, mai sopra le righe e sempre sul pezzo. Su tutti regnano Jamie Lee Curtis e Judy Greer, quest’ultima nel difficile ruolo di una donna che cerca vendetta ma che spera di mantenere la sua umanità fino all’ultimo. Purtroppo, alcuni personaggi secondari e molti di contorno hanno solo le battute o il minutaggio necessari a renderli carne da macello e quindi forse abbassano leggermente la partecipazione emotiva.

Le morti sono veramente tante, questo non è uno slasher: è un massacro! Se il precedente voleva essere lo slasher per eccellenza, qui invece si distacca molto dal genere. Infatti, l’azione non è circoscritta in un luogo e le morti non coinvolgono solo adolescenti (anzi, di adolescente ne muore 1 solo); e non ci sono nemmeno scene di sesso o pelle al vento. Questo film prende il filone dell’isteria di massa, di un essere invincibile che assedia una cittadina, seminando panico e morte fino a segnarne profondamente la cittadinanza e la memoria collettiva.

Forse le morti sono troppe, perdi la paura anche perché secondo riesci a immedesimarti solo se c’è una vittima su schermo, non undici! Comunque, quelle singole (le vere Halloweenate) sono terrificanti, come l’assedio della macchina oppure lo scontro con la nipote di Laurie Strode. Le altre ci sono, fanno figo ma non sono emotivamente impattanti, non come lo è l’omicidio finale di Karen, un grandissimo omaggio al cult!

Insomma, Halloween Kills è un gran film per Halloween ma non mi sento di consigliarlo ai non appassionati del franchise perché si basa sugli omaggi all’originale. Ora temo che Michael possa diventare come lo zombie Jason: una figura infermabile che fa solo morte rovinando così una bella nuova saga.

Vedremo. Voi lo avete visto? O lo andrete a vedere?

PS: ma secondo voi lo ha ucciso veramente il bambino vestito da scheletro? Sarebbe la sua prima morte infantile e il suo cadavere non era come al solito in posa con gli altri, per cui secondo me no, era solo per fare scena. Per voi?